sabato 21 settembre 2013

È la - tua - stampa, bellezza!

Im - bava- (ra) - gliare la stampa, i giornalisti?

No, non sarebbe remunerativo, non servirebbe ai fini di qualsivoglia indottrinamento (brutto termine vero?).
Vietare la divulgazione di notizie tacitando chi le notizie le taglia, cuce, incolla, assembla non ha alcun senso.
Immettere, invece, sulla piazza un profluvio di informazioni fuorvianti o inutili, celando così in un mare d’immondizia le Notizie degne di questo nome, è funzionale alle leggi di mercato.
Vi è, oltre al conseguimento del guadagno monetario, l’affermazione costante del dominio sulle masse.
Tante notizie devianti, inutili, futili creano profitto, obnubilano menti introducendo al loro interno ciò che i poteri forti desiderano.
Perché, quindi, privarsi di tanta abbondanza se, pasturando abbondantemente le acque, i pesci abboccano?
Pochi, pochissimi i giornalisti che stimo, perché molti sono solo volgari scribacchini prezzolati.


venerdì 20 settembre 2013

Il giorno prima della felicità di Erri De Luca



“ I suoi racconti diventavano ricordi miei.
Riconoscevo da dove venivo, non ero figlio di un palazzo, ma di una città.
Non ero orfano di genitori, ma una persona di un popolo.
Ci congedammo a mezzanotte.
Mi alzai dalla sedia che ero cresciuto, ero più alto, sotto i piedi c’era una suola che mi alzava di nuovi centimetri…
Mi aveva trasmesso l’appartenenza.
Ero uno di Napoli, per compassione, collera e pure vergogna di 
chi arriva tardi a nascere.” 





mercoledì 18 settembre 2013

Tsuyoshi Yamamoto Trio - Blues for Tee


Tsuyoshi Yamamoto

Three Blind Mice è una casa discografica made in Japan che, sopratutto nei primi anni settanta, si è dedicata alla produzione di progetti che son diventati tutti ambitissimi dagli amanti del genere.
Album di debutto questo di Tsuyoshi Yamamoto ed è prodotto proprio dalla TBM.
Lui, classe 1948, è uno dei pianisti più seguiti ed apprezzati nel paese del sol levante.
Pochi fronzoli, semplicità condita da determinazione; forse il suo segreto è proprio questo.
 Da Tsuyoshi Yamamoto andiamo ad ascoltare Blues for Tee.


Tsuyoshi Yamamoto piano, Akira Daiyoshi contrabbasso, Toshio Osumi alla batteria.



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lunedì 16 settembre 2013

Il libro

Un libro diviene, per me, un compagno che segue “accompagnando" i miei pensieri sino a sfiorarmi la pelle.
Intime sensazioni.
Una particolare eccitazione mi pervade quando alcuni miei pensieri, talvolta antichi, li ritrovo in bella mostra sulle loro pagine; come un’offerta, come un oggetto caro restaurato da abili mani, come un profumo nascosto tra le pieghe della memoria.
Lì, avverto lo scrittore similmente a un compagno discreto, un amante capace di leggerti dentro, percepisco una sottile sensazione di appartenenza, lo sento nel profondo della mia essenza come venuto da un “già stato”.
Accosto le narici tra la piega della rilegatura per impossessarmi della sua fragranza.
Sono affascinata dalla copertina, dalla sensazione che provo carezzandone la superficie; talune richiamano alla memoria il senso tattile della seta.
L’immagine; un silente custode sulla soglia, là per accogliermi.
Non leggo mai prima la prefazione, amo entrare con gli occhi bendati, mi piace farmi sorprendere.
I personaggi hanno connotati fisici precisi che non assegno, razionalmente, loro; mai hanno assunto una somiglianza di qualcuno a me conosciuto nella vita e neppure acquisiscono, o hanno acquisito, fattezze di personaggi già incontrati in altri libri.
Sento e ascolto le loro voci, le risa, i sussurri.
Ne osservo l’incedere, riconosco le differenti gestualità.
Procrastino la lettura quando, il libro, volge al termine; mi preparo al congedo.
Gratitudine per il senso d’intimità che riesce a donarmi.
Quando leggo l’ultima parola, quella che sancisce la fine, sono pervasa da una densa sensazione di tristezza, una percezione come di abbandono.
Avverto un vago senso di solitudine.

Melanconia celata da un sorridente commiato: come quando si saluta qualcuno con la consapevolezza che “addio” sarebbe più onesto di “arrivederci”.


giovedì 12 settembre 2013

Trilogia della frontiera di Cormac McCarthy


“ Dicono che chi non conosce la storia è condannato a ripeterla, ma io non credo che conoscerla serva a qualcosa.
L’avidità, la follia e l’attrazione per il sangue sono una costante della storia e questa è una cosa che persino Dio
 –  che sa tutto quel che si può sapere –
sembra incapace di modificare”




Libreria Angolo Manzoni di Nicola Roggero via Cernaia 36/d Torino 011/540260 http://www.angolomanzonilibreria.it/

martedì 10 settembre 2013

Dhafer Youssef - 2010 Mezzo Live - Full Contert


Con Dhafer Yousef  siamo in Tunisia, detta anche la Porta del Deserto.
Oud liuto e piano a creare  meltin pot in purezza.
Per apprezzarne le sue qualità è decisamente consigliabile vivere un suo concerto.
Da youtube:




http://www.dhaferyoussef.com/

http://www.amazon.com/Malak-Dhafer-Youssef/dp/B00002DFP0/ref=ntt_mus_ep_dpi_5

lunedì 9 settembre 2013

Dignità e orgoglio

Dignità e orgoglio
Con-fondere orgoglio per Dignità. 

Diffido delle persone molto orgogliose, non mi piacciono, dubito di loro. 
Mi è capitato più volte, soprattutto ultimamente, di constatare la (comoda?) con-fusione tra orgoglio e Dignità.
Dignità; un sentimento importante, rispettoso, nobile.
 L’essere persona con dignità non prescinde, innanzitutto, dalla dignità verso il proprio essere.
 Dignitoso è colui chiede scusa quando, dopo una sana introspezione, capisce d’aver sbagliato e degna l’altro di un chiarimento.
 Ascolta mettendosi nei panni del suo interlocutore per non offenderne la dignità, è di mentalità aperta pronta al cambiamento, all'evoluzione. 
L’essere umano dotato di dose eccessiva d’orgoglio confonde i due sentimenti partendo da un presupposto di superiorità, quindi di chiusura. 
L’orgoglioso ad oltranza è spesso borioso, presuntuoso; è ottuso. 

Ho osservato orgogliosi eccessivi perdere repentinamente anche il minimo rispetto per loro stessi, convinti d’aver perso solo l’orgoglio, ma senza accorgersi che l’unico sentimento che avrebbero dovuto coltivare prima e salvaguardare dopo sarebbe dovuta essere la loro dignità.

giovedì 5 settembre 2013

Questa città che sanguina di Alex Preston

“ Probabilmente non vuoi un consiglio da uno come me.
Non sono un bell’esempio di successo eh?
Però penso che la vita sia troppo corta, cazzo.
Quello che ho imparato dalla morte della mamma di Raymond è che non sai mai quanto tempo ti resta.
Merdate del genere ti fanno venire voglia di passare il tempo con le persone che ami, di fare cose che ti piacciono, di non sprecare il tempo a fare stronzate solo perché potresti guadagnarci un po’ di soldi in più”
Un libro travolgente, senza pause, senza puntini di sospensione.
Un libro sul nostro tempo, sulla necessità di viverlo davvero.


Libreria Angolo Manzoni di Nicola Roggero via Cernaia 36/d Torino 011/540260 http://www.angolomanzonilibreria.it/

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