giovedì 13 marzo 2014

Ferdinando Scianna



emmegrafia





In un periodo in cui tutti siamo esperti di cinema e di grandi bellezze, vale la pena di riguardare i lavori di Ferdinando Scianna (Bagheria 4 luglio 1943). 
Lui di bellezza se ne intende, non solo per le sue collaborazioni con Giuseppe Tornatore o per gli arcinoti scatti con Maria Grazia Cucinotta, ma per la capacità di estrarre una bellezza epica dai suoi soggetti, anche i più disperati.




Addormentati nella metropolitana - New York 1985








Jorge Luis Borges - Palermo 1984

venerdì 7 marzo 2014

Indaco - Nel tempo (contributo a Dicotomie)


Jazz note secondo Marco







E' per un'occasione triste e speciale che mi permetto di uscire dal seminato del jazz per ricordare
 Francesco Di Giacomo. 
Qui lo ascoltiamo in un brano scritto e cantato da lui per gli Indaco di Rodolfo Maltese

















Fonte immagine:
http://www.cittadinovara.com/antonio-costa-barbe-racconta-francesco-di-giacomo-voce-storica-del-banco-mutuo-soccorso/



mercoledì 5 marzo 2014

Sublimazione della menzogna














Insignificante è la menzogna.
Importante è sapere che hai bisogno di credere.
Fondamentale è l’attimo in cui non si crede più.

Sublime è il momento in cui si ricomincia a credere a una nuova fandonia.

mercoledì 26 febbraio 2014

martedì 18 febbraio 2014

Carena Antonio, il pittore delle nuvole






Antonio Carena – Toni – Rivoli (To) 1925-2010


Toni, il pittore delle 500, delle nuvole e delle pellicole.
Abile inventore di termini, spesso incomprensibili.
Capivo poco di ciò che diceva alle sue conferenze, glielo feci presente, chiedendogli il perché, lui mi rispose che dava alla gente ciò che voleva e mi mise in mano un testo:
G. Dorfles, Ultime tendenze nell'arte d’oggi.
Dopo averlo letto per la terza volta, compresi anche i motivi delle sue 
“modificazioni genetiche verbali”.

In auto, una sera, su una strada dell’astigiano, stavamo recandoci a una vernice, quando gli domandai come si facesse ad “arrivare” in pittura.
Non fu morbida la sua risposta; mi disse che dovevo ancora nascere e che avrei dovuto lavorare, lavorare e lavorare ancora… avevo più di trent'anni, mi vergognai, com'è giusto vergognarsi al cospetto di un Maestro dopo avere formulato una stupida domanda.

Quello fu il momento in cui compresi quanto fosse vuoto e sciocco il termine artista, quando, lo stesso, è autoreferenziale.




















Fonti immagini:

http://www.globartgallery.it/mostra.php?op=back
http://www.arte2000.net/artisti/carena/opere/opere.html

lunedì 17 febbraio 2014

Enrico Pieranunzi, Mi sono innamorato di te (Tenco)

Jazz note secondo Marco




Enrico Pieranunzi è uno dei grandi interpreti del Jazz italiano.
 Ha suonato e inciso dischi con musicisti di fama mondiale (a memoria ricordo Chet Baker, Charlie Haden, Marc Johnson), ha partecipato ai festival italiani e internazionali più prestigiosi eppure non ha mai perso la modestia e la sensibilità che lo porta a dare il meglio di se quando percepisce un pubblico attento e desideroso di ascoltare.

Ho avuto il privilegio di ascoltarlo ad Umbria Jazz, nella cornice prestigiosa del Teatro Sacco di Perugia e nelle piccole sale dei jazz club romani.
È stato proprio in questi ambienti, ristretti e affollati, che ho potuto assistere a quella magia, tipica dei più grandi, che gli consente di costruire atmosfera emotiva, collettiva  la cui forma è la base delle sue interpretazioni migliori.

Qui lo ascoltiamo con "Mi sono innamorato di te" di Tenco.





http://www.youtube.com/watch?v=Jpmvzod-CnI






Fonte immagine:

http://www.jazzit.it/evento.html?ID_evento=11141

giovedì 13 febbraio 2014

Because the night

emmegrafia


Non sono un fotografo professionista, eppure la fotografia mi ha dato un senso di unità e soddisfazione personale. Le foto sono reliquie della mia vita. Souvenir dei miei vagabondaggi...

Quando ho bisogno di silenzio prendo la mia Land 250. Scattare con la Polaroid mi fa sentire collegata al momento presente. Ogni scatto racconta i miei momenti di serena solitudine.

(Patricia Lee Smith - Chicago, 30 dicembre 1946 - nella sua introduzione alla mostra Land 250 presso la Fondazione Cartier nel 2008)





Emmegrafia



emmegrafia







Emme, ovviamente, iniziale del suo nome.
Conosco lui bene e da parecchio tempo. Viviamo in città lontane tra loro, ma il “buongiorno” è pressoché quotidiano.
Ingegnere serio, pacato, schivo e solo apparentemente “in-quadrato”. Uomo, in realtà, estroso, dotato di grande fantasia e capacità artistiche.
Fotografo eccellente, ottimo conoscitore di musica, innanzitutto jazz.
Parliamo tanto, io ed Emme, parliamo di ogni cosa.
Tutto ciò che so fare con il PC lo devo a lui, alla sua capacità d’esposizione, ma soprattutto, alla sua smisurata pazienza.
Dalla grattachecca al cimitero acattolico, passando per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, con il suo Grande Raccordo Anulare, è, insieme a lui, Annarella da abbracciare.
Emme, tutto sa di me, tutto so di lui; una delle persone più care della mia vita, un affetto importante.
Uomo timido, garbato, Uomo dal gusto raffinato.
Uomo alto, alto, alto…

martedì 11 febbraio 2014

da Poemetti erotici di Fernando Pessoa

Non contano adesso il passato o il futuro.
Abbiate l’età degli amanti nella vostra gioia!
Tutti i vostri pensieri dedicate a questo gran giorno
                                                                  [muscoloso
che come un destriero rompe
il morso del Tempo, per far giungere la notte e dire
che la vergine puledra ora accetta il primo cavaliere!
Carne pizzicata, carne morsa, carne succhiata, carne avvinta,
carne schiacciata e levigata,
questo vi infiamma la mente e vi rende confusi
in quel che dite o sembrate!
Sfogate con nude occhiate fino a spaventarvi
i vostri brividi di piacere,
con sguardi che paiono odiare vestiti e pensieri
che separano le carni!
Al tiepido giorno allungate le membra,
per sentirne l’attesa!
Perché l’intenso sole, la calda terra, la verde erba,
lo specchio accecante d’ogni lontano lago,
e il pensiero eccitato di tutti per la notte a venire
sono un unico insieme ardente di gioia.





venerdì 7 febbraio 2014

Eppure non sentono...

Roberto Pinetti
www.facebook.com/robertopinetti


A volte è tale l'intensità con cui pensi a qualcuno che ti stupisci. 
Ti stupisci che quel qualcuno non ti "senta". Non si accorga di quel flusso tumultuoso, quella tempesta di emozioni che scuotono dalle fondamenta tutto il tuo mondo. 
Eppure nulla accade. 
Il silenzio continua a colmare il tuo tempo e non s'increspa d'un micron. 
Tutta quell'energia, quella forza indicibile, attraversa l'universo intero e pare non muovere nient'altro che la tua mortificata attesa.
Eppure, io credo, ci vuole un impegno speciale, una pratica della distrazione sviluppata negli anni, per non essere "toccati" da quei pensieri e quelle emozioni e quei sentimenti. Bisogna starsene ben attenti a non lasciarsi andare alle sensibilità che , forse, la solitudine aiuterebbe a riscoprire. Forse è per questo che si sta sempre assieme a qualcuno. Così, con la scusa d'essere intenti a "interagire" possiamo ignorare i suoni dell'universo e le voci dell'anima che si porta appresso. Di fatto, continuo a stupirmi di come l'intensità con cui pensi a qualcuno non basti a farti "sentire".



da: Egon Schiele, "intervento" di Roberto Pinetti

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